Le mura medievali

Nel corso del XIV secolo Treviso si era dotata di alte mura merlate ed era collegata con i borghi e la campagna grazie a dodici o tredici porte. Le mura erano realizzate in mattoni cotti secondo le tecniche medievali. Di questa cinta muraria sono visibili alcuni resti nel tratto delle mura in corrispondenza a porta Altinia, costruita accanto ad una precedente porta medievale di cui sussistono le volte.

Le mura cinquecentesche

Le mura attualmente visibili sono cinquecentesche.
Tra il 1509 e il 1518 furono abbattute le mura medievali, i borghi e tutti gli edifici che si trovavano all’esterno o, seppur all’interno, nelle immediate vicinanze della cinta muraria. Si passò così da una struttura urbana con uno sviluppo a raggiera in corrispondenza delle arterie che si allontanavano dal centro, ad un impianto murario poligonale che traccia il limite invalicabile delle attività edilizie. Oltre la cinta muraria si estendeva una spianata priva di case ad alberi.
Le nuove mura furono costruite a terrapieno, rivestito all'esterno da una spessa muraglia in mattoni, più economico e facile da usare rispetto alla pietra, ma anche più elastico per resistere all'artiglieria. Sono decorate a due terzi dall’altezza da un cordolo in pietra d’Istria, in alcuni tratti ancor oggi conservatosi. In prossimità dei principali bastioni sono tuttora visibili, incastonati nel parametro di mattoni, eleganti bassorilievi raffiguranti il leone di san Marco, simbolo del dominio della Serenissima.
Le mura, infatti, furono edificate per ordine della Repubblica di Venezia, che, dopo la sconfitta nella battaglia di Agnadello (14 maggio 1509) dalle truppe francesi della Lega di Cambrai, fu costretta a rinunciare ad espandersi nel resto d'Italia ma soprattutto a fortificare le sue più importanti città della terraferma per difendere il cuore della Repubblica.

I progettisti

Il progetto e la realizzazione dell'opera furono affidati al frate francescano Giovanni Giocondo da Verona (a cui è dedicato uno dei varchi attualmente esistenti lungo le mura), il quale si occupò degli interventi d’urgenza tra il 1509 e il 1513. Tra il 1513 e il 1515 la progettazione generale e definitiva è stata opera del capitano Bartolomeo D’Alviano. Il completamento dell’anello murario avvenne tra il 1516 e il 1519. Tra il 1520 e il 1560 si susseguirono opere di completamento e finiture.
Una volta completate le mura, si diede avvio alle opere idrauliche. Fu deviato il corso del fiume Botteniga in modo da creare attorno alla città un profondo fossato e attraverso il complesso sistema di chiuse ancora visibile sotto il Pone de Pria, in corrispondenza dell’ingresso del fiume in città, si poté, all'occorrenza, allagare la spianata circostante.
L’opera di fra Giocondo sopportò l’assedio di Treviso, posto dagli eserciti della Lega di Cambrai nell'estate del 1511 e sfociato nell’attacco decisivo tra il 7 ed il 15 ottobre, che si risolse in un nulla di fatto.

Le porte

Le porte furono ridotte a tre: tra il 1514 e 1515 fu costruita porta Altinia, la cui struttura ricorda ancora i caratteri della torre difensiva. Scampato il pericolo, il podestà Nicolò Vendramin e poi Paolo Nani, decisero di ricostruire, proprio per celebrare la vittoria, porta Santi Quaranta, o “Vendramina”, e porta San Tommaso con lo stile degli archi trionfali romani.
Il divieto di costruire fuori delle mura durò quasi tre secoli. Venuta meno l’impellenza della funzione difensiva, il terrapieno all’interno delle mura fu adibito a pascolo e coltivazione.

La funzione di barriera daziaria

Solo a partire dal 1800 il terrapieno fu sistemato per ricavarne un lungo viale alberato dedicato al passeggio e parco giochi per i bambini. Sempre negli stessi anni le mura furono trasformate in barriera daziaria, cosicchè ogni accesso alla città, per terra o per fiume, fosse controllato e soggetto ad imposta (tra i caselli daziari rimasti, all’epoca eretti in corrispondenza degli accessi, rimane quello posto di fianco alla Barriera Garibaldi, all’uscita del Sile dalla città, in luogo dell’antico “Portello”).
Fino agli inizi del 1900 il collegamento tra il centro storico e la periferia era permesso solo attraverso le tre uniche porte. Solo in seguito si provvide all’abbattimento di un ampio tratto sud-ovest e all’apertura di numerosi varchi.
Le mura sono il monumento più imponente della Città e sono diventate parte integrante del panorama urbano.

Duomo di Treviso

Il Duomo di Treviso domina con tutta la sua imponenza Piazza Duomo.
L'antico aspetto della Cattedrale dedicata a San Pietro ha subito nel corso dei secoli una serie di demolizioni, rifacimenti e restaurazioni. Nel XI-XII secolo, demolito il primitivo edificio, si procedette alla costruzione di una nuova chiesa in forme romaniche, della quale rimane la cripta, dalle sue volte molto abbassate e dalle dieci file di esili colonne. Della Cattedrale romanica sono rimasti: il bel portale lapideo con in alto il Cristo in maestà ed ai lati i rilievi con le storie della vita di Maria e dell'infanzia di Gesù, ricostruito all’interno a ridosso della contro facciata; i due robusti leoni in marmo rosso di Verona ai lati della gradinata. Il Duomo è caratterizzato da sette cupule, cinque poste nella navata centrale e altre due che chiudono le cappelle nel transetto.
Nel Quattrocento venne costruito un porticato gotico.
Il pronao a sei colonne ioniche è una aggiunta neoclassica.
All'interno del Duomo si trovano importanti opere di pittori trevigiani del Rinascimento (Tiziano e il Pordenone) e magnifiche cappelle ricostruite in stile rinascimentale.
Nel tempio sono sepolti parecchi santi, tra i quali S. Liberale, patrono della città.

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco è situata in Via Sant'Antonio da Padova.
I Frati Minori, inviati dallo stesso Francesco d’Assisi, si stabilirono a Treviso dal 1229 ed edificarono la chiesa alla fine del XIII secolo. L’edificio è testimonianza del periodo di transizione dal romanico al gotico.
Ridotta a deposito militare in seguito alle soppressioni napoleoniche, potè tornare al suo splendore soltanto il 4 ottobre del 1928, festa di San Francesco. Per l'occasione fu fatto venire da la Verna, dove il Santo ricevette le stimmate, un masso di pietra che doveva fungere da altare, semplice ma di profondo significato: all'interno furono racchiuse le reliquie del Santo, mentre all'esterno vennero incisi dei versi di Dante.
Il Tempio di San Francesco colpisce per la mistica suggestione dell'interno, dove una luce soffusa penetra dal rosone della facciata e dalle lunghe finestre gotiche dell'abside. Un'unica navata, in gran parte in mattoni a vista e con numerosi affreschi, è coperta da un soffitto a carena di nave. Sulla destra si aprono cinque cappelle con i sepolcri di antiche nobili famiglie trevigiane. Vi è pure custodita la tomba del figlio Dante, Pietro Alighieri, e la pietra tombale di
Francesca, figlia di Petrarca.
In netto contrasto con l'aspetto antico della chiesa è il campanile, rifatto in stile moderno.

Chiesa di San Nicolo'

La Chiesa di San Nicolò si trova nella zona sud-occidentale di Treviso, sulla riva sinistra del Sile. Tempio annesso all'edificio dell'ex convento dei domenicani.
Correva l’anno 1303 quando, col nome di Benedetto XI, fu eletto Papa il cardinale trevigiano Nicolò Bocassino. Il nuovo Papa si adoperò per donare alla sua città una grandiosa chiesa che fu dedicata al Santo che porta il suo nome. Il tempio, ancor oggi, rappresenta il monumento più insigne e maestoso della città. Di grandi dimensioni, ma al contempo molto armonioso, è eretto in stile romanico-gotico con accanto l’altissimo campanile.
All’interno il tempio presenta tre grandi navate divise da dodici colonne, alcune affrescate con opere di grandi artisti.

Loggia dei Cavalieri

La Loggia dei Cavalieri è situata sull'odierna Piazza Crispi, all’incrocio tra Via Martiri della Libertà e Via dell’Indipendenza, rispettivamente il decumano e il cardo all’epoca della Treviso romana.
La Loggia dei Cavalieri è una singolare struttura a pianta quadrata, aperta su tre lati da archi a tutto sesto con esili colonne in pietra d'Istria che poggiano su un parapetto e sorreggono il tetto. Al centro una colonna di età romana sostiene le travature di legno collegate da una soluzione statica che conferisce all'insieme una straordinaria leggerezza.
La loggia è il simbolo del potere politico assunto da nobili e cavalieri nel periodo del Libero Comune e fu costruita nel 1276, come luogo di incontri, convegno e giochi.
Abbellita da pitture ad affresco con fregi, all'interno erano rappresentati episodi della guerra di Troia. In altre parti la loggia era decorata con scene amorose, figure di re, donne e giullari. Su un lato, sotto il frontone, un lungo fregio prevenuto in buono stato fino ai nostri giorni, raffigura una carica di cavalieri che corrono a coppie.
Alla fine del Quattrocento la Loggia dei Cavalieri fu utilizzata come magazzino.
In seguito la costruzione andò sempre più in abbandono, il bombardamento dell'ultimo conflitto ne distrusse un lato, ma il successivo restauro riportò l'edificio al suo aspetto originale.
Attualmente, la Loggia dei Cavalieri, ospita numerosi eventi culturali, musicali e di divertimento.

Piazza dei Signori

Piazza dei Signori è il cuore della città di Treviso e grazie alla sua eleganza può essere definito un salotto cittadino. Fu così denominata a partire dalla metà dell'Ottocento, mentre in precedenza veniva chiamata “Piazza Maggiore”, nel Medioevo era invece la “Piazza del Carubio”, nome che ricorda l'antico “Quadruvium” della città romana, punto di incrocio fra il cardo ed il decumano.
Nella piazza si possono ammirare parecchi leoni con il Vangelo, segno della dominazione della Serenissima.
Di forma rettangolare la piazza è delimitata su tre lati da edifici che in origine risalivano al XIII secolo. Sul lato nord, è il grandioso Palazzo del Podestà (fine 1400), dominato dalla grande Torre, originariamente sede della Signoria, oggi proprietà del Comune .
Sul lato est, imponente, è il Palazzo dei Trecento (1200), antica sede del Maggior Consiglio, chiamato anche “Palazzo della ragione”, perché centro sociale- amministrativo della città. Nel lato ovest, il meraviglioso Palazzo Pretorio con facciata del ‘600.
Dietro il Palazzo del Podestà va ricordato anche il Monte di Pietà, fondato nel 1496, su congiunta iniziativa laico-religiosa mirata soprattutto a combattere l’usura praticata dagli Ebrei, nel XIX secolo convertito a Cassa di risparmio (la futura Cassamarca, la cui Fondazione lo ha acquistato nel 2004).
Il palazzo si trova sopra la chiesa di S. Lucia, poi esteso sopra S. Vito. Entrambe le chiese sono ricche di affreschi, tra cui spiccano quelli di Tommaso Da Modena.
Questi edifici, sotto le numerevoli arcate gotiche, presentano numerosi caffè che rendono Piazza dei Signori un luogo molto popolare.
In quanto piazza principale, talvolta ospita eventi.

Piazza San Leonardo

Piazza San Leonardo si allarga attorno ad un’armoniosa fontana con delfini posta al centro.
La fontana è stata costruita nel 1929. Di fronte ad essa si erge il cinquecentesco Palazzo di Ca’ Spineda (ora sede della Fondazione Cassamarca). Dall’altro lato della piazza è la Chiesa di San Leonardo, di antica origine, ma ampiamente ristrutturata nell’ Ottocento.

Piazza Vittoria

Piazza Vittoria è una vasta piazza su cui si affaccia la Chiesa di Santo Stefano, il palazzo delle Poste Centrali e altri palazzi novecenteschi.
Colpisce subito il monumento che caratterizza questa Piazza: Monumento ai Caduti “Gloria”, in onore della vittoria del 1918, con la quale l’Italia pose fine alla Grande Guerra.

Piazza Indipendenza

Piazza Indipendenza si trova nel cuore di Treviso, a fianco al Palazzo dei Trecento. E’ circondata da negozi, bar e ristoranti ed è poco distante da Piazza dei Signori e dalla Loggia dei Cavalieri.
Il nome della piazza deriva dalla statua che la prevale: Il Monumento dell’Indipendenza, conosciuto anche come Monumento ai Morti per la Patria.
L'opera rappresenta la personificazione della Provincia di Treviso che calpesta le catene della dominazione asburgica. È dedicata ai patrioti trevigiani morti nel 1866 durante la terza guerra d’Indipendenza, che portò all'unificazione di Treviso e delle province venete con il Regno d’Italia.