Dialetto

Il Dialetto

Il Veneto è una regione con ampia diversità di dialetti territoriali.
Il “veneto settentrionale” nasce come dialetto caratteristico di Treviso (esportato poi a Feltre e a Belluno a causa della predominanza politica e culturale), ma dopo la conquista da parte della Serenissima, è stato influenzato dal dialetto veneziano. Attualmente la diffusione del dialetto settentrionale è molto limitata ed è poco omogenea, atteso che al suo interno si possono individuare alcune varianti.
La parlata del trevigiano è vicinissima al veneziano dalla quale si differenzia a livello intonativo.
Una differenza tipica del dialetto trevigiano è la debolezza delle vocali finali: si dirà quindi “bel” anziché “be(l)o” (bello); “fèr” anziché “fero” (ferro), ecc..
La caduta delle vocali è causa di un altro fenomeno, ovvero la riduzione delle consonanti sonore a sorde in posizione finale: ad esempio “caldo” diventa “calt” al maschile, mentre al femminile è “calda” come in italiano; freddo è “fret” maschile, ma “freda” al femminile.
Il trevigiano deriva dal veneto, una lingua romanza parlata comunemente in Italia nord-orientale, da poco più di due milioni di persone.
Secondo alcuni linguisti il dialetto veneto, essendo un continuum dialettale non normalizzato, va inserito tra le lingue neolatine quale lingua contrapposta e in parte subordinata alla lingua dello stato.
Il veneto deriva dal latino volgare parlato dagli antichi Veneti romanizzati a partire dalla fine del III sec. a. C..
Si diffuse al di fuori dell’area veneta grazie all’espansione della Serenissima, che lo utilizzava come lingua ordinaria assieme al toscano ed al latino.
Con la legge regionale n. 8 del 13 aprile 2007, approvata dal Consiglio regionale del Veneto a larghissima maggioranza, “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, che si richiama ai principi della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie, pur non riconoscendo alcuna ufficialità giuridica dell’impiego del veneto, la lingua veneta è stata oggetto di valorizzazione e di tutela, quale componente dell’identità culturale, sociale e storica del Veneto.
Il dialetto Veneto contiene alcune parole o detti caratteristici:

  • Ombra: indica un bicchierino di vino, la quantità servita in osteria (un decimo di litro). Il nome sembra venire da Piazza San Marco di Venezia, dove le bancarelle del mercato in cui si vendeva vino, venivano spostate per seguire l’ombra del campanile, per non far alterare il prodotto.
  • Ghe né pì dì che uganeghe: Ci sono più giorni che salsicce.
  • Le ore xe ani par chi speta: Le ore sono anni per chi aspetta.
  • L’ inverno se no’l morsega coi denti el dà co la coda: L’inverno se non morde con i denti frusta con la coda.
  • A genaro e febraro metete el tabaro: A gennaio e febbraio mettiti il mantello.

Stemma Comunale

Lo stemma del comune di Treviso è formato da:

  • Uno scudo rosso acceso.
  • All’interno è situata una croce bianca con sulle estremità superiori 2 stelle ad 8 punte.
  • Una corona rappresentante le mura di Tarvisium.
  • Sotto lo scudo sono posti un ramo d’ulivo e uno di quercia, uniti da un nastro della bandiera italiana.

    • Nell'articolo 6 dello Statuto Comunale così è descritto lo stemma comunale:
      “Scudo di rosso alla croce d'argento accantonata in capo da due stelle del secondo, di otto raggi, circondato da due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali.”
      Nell'araldica civica italiana, la quercia è simbolo di forza, mentre l’ulivo è sinonimo di gloria e nobiltà. La corona indica che si tratta di una città. La croce è tipica delle città aderenti al partito guelfo; il metallo argento è di gusto francese, perché furono i crociati Francesi ad adottare la croce argentata per distinguersi; le stelle hanno un significato religioso.

      Infatti si legge nella Storia di Trevigi di Giovanni Bonifacio, rodigino, del 1591: “E volendo i Trevisani dar segno della loro cristiana religione (nei primordi del Cristianesimo) lasciando la loro arma, la torre, levarono la Croce bianca in campo rosso, con due stelle nella parte superiore, per esprimere che essi, con la purità delle loro candide coscienze, e lo spargimento del loro vermiglio sangue, erano pronti a portare la Croce con isperanza di esser collocati nel Cielo: ove nel cospetto della Divina Gloria, abbiano a risplendere come chiarissime stelle.”

Stemma Provinciale

Lo stemma della provincia di Treviso è formato da:

  • Uno stemma rappresentante le mura di Tarvisium.
  • Una corona con perle, foglie d’oro e diamanti.
  • Lo scudo è delimitato da una scritta a cerchio.

    • Il vessillo è costituito da una bandiera bianca e azzurra con lo stemma comunale al centro. Treviso ha pure un proprio sigillo di forma ovale nel quale è rappresentata una città turrita e riportante le scritte "Tarvisium" e "Monti, musoni, ponto, dominorque Naoni". Il verso leonino rimanda agli antichi domini della Marca Trevigiana, che comprendevano le Prealpi Bellunesi, il fiume Muson, il mare della Laguna Veneta e il fiume Noncello: “Dai monti del bellunese alle lagune venete e dal fiume Musone, che scorre ad occidente nei pressi di Castelfranco, fino al fiume Nocello che bagna Pordenone”.
      Pare risalga alla redazione dello statuto del 1207, ma la sua descrizione risale invece ad alcune pergamene del 1330.
      Il sigillo, trasformato con gravi alterazioni in stemma per decreto imperiale austriaco nel 1825, fu utilizzato dal Comune fino al 1941 e, con ulteriori variazioni, legalmente adottato nel 1938 come stemma della Provincia di Treviso.
      Il sigillo è stato altresì adottato come marchio della Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana e quindi della Fondazione Cassamarca.

TrevisoRiciclona

Treviso Riciclona

Treviso è una città molto virtuosa per quanto riguarda la raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio, materiale che si recicla al 100%.
Durante il 2019 sono stati raccolti 4,11 kg per abitante, un dato superiore alla media nazionale di 3,21 kg, che testimonia l’impegno delle istituzioni, degli operatori e soprattutto dei cittadini.
Ancora una volta l'amministrazione comunale di Treviso dimostra sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale e nella ricerca di modalità per limitare lo spreco di materie prime.
Raccolta, selezione e riciclo rappresentano le tappe fondamentali di quelle politiche virtuose che, grazie alla differenziata, puntano a trasformare un potenziale scarto in una nuova risorsa.
Attraverso le proprie attività di educazione ambientale, Contarina assicura la massima collaborazione all’opera di sensibilizzazione al riciclo condotta dal Consorzio Ricrea.
Per l'impegno nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio, il Consorzio Ricrea ha conferito alla città di Treviso uno speciale riconoscimento, inoltre è stata premiata anche Contarina.

Riciclo

Primi nel riciclo

Treviso è la città con la percentuale più alta in Italia di raccolta differenziata, 87,8%, dato fornito dall'ISPRA sull'anno 2017, e si inserisce su una media nazionale del 55,5%. Non solo: secondo il medesimo rapporto, Treviso è anche una delle provincie italiane con la produzione di rifiuti pro capite più bassa (398 kg/ab).
In base a un'indagine condotta da Contarina S.p.a., i cittadini trevigiani hanno una conoscenza molto elevata del servizio loro offerto e di come smaltire al meglio i riufiuti prodotti. Merito forse delle numerose attività organizzate con le scuole del territorio.